portone del melograno

La Storia Nascosta di Torino – Il Portone del Melograno

Torino è una città particolarmente ricca ed elegante ma piuttosto discreta, che si lascia scoprire giorno dopo giorno, sia da chi ci vive che da chi la visita solamente per qualche giorno e ne rimane affascinato.

Camminando per le principali vie del centro è facile imbattersi in maestosi palazzi dagli stili inconfondibili. Edifici che risalgono tra la fine dell’800 e gli inizi del novecento, ovvero il periodo storico e artistico denominato la Belle Epoque, progettati da famosi architetti torinesi.

Diverse sono le strutture interamente realizzate in stile liberty, ma che oggi a causa delle varie contaminazioni hanno subito modifiche e divenuti difficili da riconoscere.

Alzando lo sguardo però tra le principali vie del centro di Torino è possibile ammirare gli splendidi dettagli lasciati dallo stile liberty in molti degli edifici presenti. Importanti esempi che la città di Torino può permettersi di vantare, dalla Casa Fleur alla Villa Scott, scenario del famoso film “Profondo Rosso” entrambe opere liberty realizzate dall’artista Pietro Fenoglio.

Torino però è una città che riesce a sorprendere i visitatori, con discrezione ed eleganza, stupisce gli occhi di chi la guarda, come il portone del melograno un’esplosione di colori e di fantasia che attira la vista di qualunque passante.

Camminando per San Salvario ci si imbatte facilmente in palazzi in stile floreale realizzati dai migliori architetti torinesi. Sia il liberty che lo stile floreale ha influenzato pesantemente l’intera architettura cittadina. A Torino però risulta particolarmente difficile riconoscere lo stile liberty a causa delle numerose contaminazioni eclettiche o classiche.

San Salvario oggi borgo di sedi di fabbriche e officine, ma anche di ville e palazzi dell’alta borghesia industriale, ha conservato alcuni dei più belli esempi di influenza floreale e liberty nell’architettura della città.

Il Portone del Melograno si trova in caratteristico palazzo storico, adiacente alla via Argentero, nella zona di San Salvario. L’edificio ha diverse caratteristiche delle abitazioni spagnole, dall’uso delle maioliche colorate al ferro per sorreggere i balconi.

Come per la maggior parte degli edifici torinesi in stile liberty anche questo palazzo è stato progettato nel 1907 dall’architetto Pietro Fenoglio.

Il particolare e variopinto portone d’entrata di tale palazzina in stile liberty è interamente realizzato in ferro battuto. Al suo interno sono scolpiti due alberi di melograno, ricco di piccole foglie verdi e frutti rossi, inseriti in una cornice a coda di pavone dello stile floreale.

Ma le sorprese e le scoperte che la città di Torino riserva ai propri visitatori non finiscono qui, anche il Palazzo in via Lambroso n° 8 è uno spettacolo per gli occhi di chi lo guarda. Recentemente restaurata l’intera faccia del palazzo, sono comparse nuovamente le magnifiche decorazioni floreali, maggiormente accentuate dal contrasto bianco-rosso.

Un altro ottimo esempio di liberty è invece la Palazzina Menzio, attualmente un albergo, che  si trova in via Donizetti 22. L’edificio costruito nel 1906 da Alfredo Premoli presenta tutte le caratteristiche dello stile liberty, come le decorazioni floreali squadrate in litocemento poste sopra le finestre, che possiamo ritrovarle simili nelle fabbriche fiat in corso Dante.

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